Belharra

Una moto brat style progettata e trasformata da Tamarit Motorcycles.

 

Storia di Belharra

Belharra è uno di quei progetti la cui traiettoria vale la pena raccontare per via degli aneddoti e della gente coinvolta. Al di là della classica telefonata di qualcuno che vuole modificare la sua Triumph e alla fine rimane coinvolto in un progetto completo, la Belharra comincia a prendere forma ancor prima che il suo padrone venisse a conoscenza dell’esistenza di Tamarit Motorcycles.

Durante una fredda mattinata d’inverno, senza alcun preavviso, un paio di giovanotti francesi appassionati di moto classiche, in giro per turismo, si presentarono allo Showroom di TMRT. Vennero accolti da diversi membri dello staff che, fin dall’inizio, si resero conto di non avere di fronte dei semplici passanti che entrano curiosando per comprarsi una maglietta o un cappellino.

A los pocos minutos los cafés estaban encima de la mesa y Quique ya estaba enzarzado con José Antonio traduciendo una conversación en “franco-inglés” cruzada a dos bandas acerca de transformaciones Triumph, moldes de depósito, constructores, diseños, carbono y demás conceptos puramente del motociclismo clásico. Ambos eran moteros experimentados y compartir nuestro amor por el mundo de la motocicleta clásica, en concreto obviamente, las Triumph (ambos tenían una cada uno). Fue todo un placer y un verdadero oasis en una mañana de oficina, el cual acabó en varias compras de boutique y un encargo especial: un asiento Dirt Track de Tamarit para la Triumph Scrambler de uno de ellos, ya que estaba en medio de la transformación de su motocicleta.

Ogni moto è unica al mondo.

Personalizzazioni Triumph dalla mano del cliente.

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Con le tazze di caffè sul tavolo, Quique era già impegnato con José Antonio a tradurre una conversazione incrociata bilingue anglo-francese: stampi per il serbatoio, costruttori, progetti, carbonio e altri concetti squisitamente di motociclismo classico.

Entrambi erano bikers esperti e proprietari di una moto Triumph e fu un vero piacere condividere il nostro amore per il mondo della moto classica, un autentica oasi durante una normale mattinata in ufficio. Alla fine tutto si risolse in diversi acquisti in negozio e un’ordinazione speciale: una sella Dirt Track di Tamarit per la Triumph Scrambler di uno di loro, che si trovava nel bel mezzo della trasformazione della sua moto. Ci salutammo con un “arrivederci”. Entrambi sapevamo che le nostre strade si sarebbero incrociate in futuro di pari passo con qualche progetto da realizzare insieme.

“Entrambi erano bikers esperti e proprietari di una Triumph e fu un vero piacere condividere il nostro amore per il mondo della moto classica”.

Alcuni mesi dopo, grazie a uno dei nostri contatti tra i concessionari che ci mantengono sempre allerta di fronte a offerte od opportunità sulle moto Triumph con cui lavoriamo, comprammo una Triumph Bonneville assai interessante con l’idea di realizzarne un progetto. Per via del prezzo e del fatto che fosse a carburazione ci interessava particolarmente. A quel punto venne fuori il nome dei ragazzi francesi e ci venne l’idea di fargli un colpo di telefono di cortesia per chiedergli come avevano passato la primavera. Gli trasmettemmo una serie di idee e bozze di progetto che avevamo preparato per la Bonneville e ne rimasero completamente affascinati. Si misero in contatto con una terza persona, un socio, che era proprio alla ricerca di una moto. Il progetto gli piaceva così tanto che dissero che se il loro socio non lo avesse accettato lo avrebbe sviluppato uno di loro.

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Per loro sfortuna però, Alexandre, l’attuale e felice titolare del progetto, non ebbe alcun dubbio e nel giro di pochissimi giorni tutti i nodi erano venuti al pettine e si era già provveduto alla gestione dei pagamenti.

“Il progetto gli piaceva così tanto che dissero che se il loro socio non lo avesse accettato lo avrebbe sviluppato uno di loro.”.

Alexandre era già stato messo in guardia e aveva studiato molto bene il catalogo dei progetti di Tamarit Motorcycles. Il suo interesse, così come quello di mezzo mondo, era rivolto al progetto #31 della Barracuda, che insieme al D Franklin era il nostro progetto più popolare, il più richiesto. Ma come ben sa chi segue il nostro blog e ha letto queste storie, Tamarit si rifiuta sempre in modo categorico di realizzare una copia di una moto già consegnata a un altro cliente. Alexandre quindi avrebbe potuto ottenere qualcosa di simile alla Barracuda, almeno nell’idea di base, ma con modifiche evidenti per quel che concerne il design, il colore e le parti più significative. Alexandre desiderava qualcosa di fresco, dal look costiero per non fare a pugni con lo stile della sua città natale, il luogo dove era solito andare in giro: Marsiglia. Rispetto al concetto e alla guida, voleva innanzitutto una moto comoda da portare e urbana, ma che allo stesso tempo mantenesse l’essenza di una moto classica, senza complessi.

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La scelta del colore poi avvenne nel modo più curioso possibile; Alexandre vide in una classica Aston Martin il tono definitivo per la sua moto: un azzurro Monaco che insieme al bianco si dimostrò una grande scelta. Lavorare con lui ci fece sentire subito a nostro agio per la sua vicinanza e il suo buon gusto per tutto ciò che avesse le ruota e fosse stato fatto a metà del secolo scorso. Collezionista di auto d’epoca, pilota di rally e appassionato del mondo dei motori, non ci mise molto a entrare in sintonia con i membri del team di TMRT. Addirittura si prese la briga di fare un salto da noi a Elche per conoscerci, vedere come procedeva la preparazione della motocicletta e definire personalmente gli ultimi dettagli del progetto.

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Uno dei più complicati da chiarire fu quello relativo alle marmitte. Inoltre si discusse a lungo sull’opportunità di conservare il cromato dei coperchi del motore, perché, anche se oggigiorno tutti propendono per avere un paio di coperchi verniciati in nero opaco, il cliente voleva innanzitutto una moto fresca e senza complessi, e lo scintillio dei coperchi garantisce un risultato senza pari.

Il progetto venne chiamato Belharra in riferimento a una zona della costa tra i Paesi Baschi e la Francia e di cui Alexandre conserva un bellissimo ricordo d’infanzia, quando ci andava per fare surf; ha voluto rendergli omaggio così, con la moto dei suoi sogni.

Un altro progetto di TMRT a spasso per le terre francesi!

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