Black Moustache

Una moto cafe racer progettata e trasformata da Tamarit Motorcycles.

 

 

Storia di Black Moustache

Alla fine del 2016, Ruben, proprietario di uno dei barbieri più in voga della nostra città natale Elche, si presentò al quartier generale di Tamarit Motorcycles (composto da negozio e uffici).

Tamarit aveva già un buon rapporto con il suddetto salone, dato che era stata la vetrina di Mr. Kevin. In quel periodo, Ruben, devoto alle qualità della modern classic, si promise che prima o poi quella moto sarebbe diventata sua.

In un certo senso, questa storia inizia in modo agrodolce: quando Ruben venne dopo un po’ di tempo a trovarci in negozio per comprare proprio la Mr. Kevin, questa era stata venduta a un cliente di Siviglia.

Ogni moto è unica al mondo.

Personalizzazioni Triumph dalla mano del cliente.

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Nonostante la delusione iniziale di Ruben, quando si chiude una porta si apre un portone, e infatti ci chiese una moto come la Mr. Kevin. Sapeva che la filosofia di Tamarit non permette di fare due moto uguali, quindi presentò la proposta in un modo che ci sedusse enormemente: lanciò la sfida di superare la Mr. Kevin.

“apeva che la filosofia di Tamarit non permette di fare due moto uguali, quindi presentò la proposta in un modo che ci sedusse enormemente: lanciò la sfida di superare la Mr. Kevin.”.

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In seguito furono fissate diverse riunioni con il cliente per assimilare le posizioni estetiche, anche se Ruben ci diede totale libertà riguardo allo sviluppo del design. Il sogno di ogni artista.

Il progetto numero 20 di Tamarit Motorcycles fu realizzato a partire da una Triumph Thruxton a carburazione, per la quale avevamo a disposizione un ampio ventaglio di pezzi.

Uno degli aspetti che ci prendemmo la libertà di replicare rispetto alla Mr. Kevin fu la stessa configurazione degli pneumatici. La modifica delle ruote fu completata con le bronzine e i cerchioni verniciati in nero opaco. Anziché sostituire i fianchetti laterali con le note tabelle portanumero personalizzate si scelse di modificare la sella inserendo le tabelle stesse.

Altri dettagli della coda della moto su cui lavorammo furono l’inserimento del nostro kit di rimozione che sostituì il parafango posteriore di fabbrica, il paracatena e i poggiapiedi. Infine i fianchetti furono sostituiti da quelli perforati di Tamarit e gli ammortizzatori di fabbrica furono cambiati con degli Ohlins. Il risultato fu una parte posteriore molto pulita e sobria.

Una cosa che non avevamo mai fatto fino a quel momento su una Café Racer era cambiare il faro originale con un faro ¾, per ottenere prima di tutto una parte frontale pulita in assoluta armonia con la parte posteriore. Altri elementi inseriti sulla parte frontale furono le molle metalliche nere, gli specchietti sulle manopole, il contachilometri nero in sostituzione dei due orologi di serie e il parafango. Per finire, visto che le marmitte andavano verso l’alto, si decise di inserire il paracarter in modo che avvolgesse il telaio.

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Riguardo al lavoro di verniciatura, volevamo ottenere un’unione realizzabile tra il nero base e le altre parti in acciaio grezzo, per cui furono levigate anche delle parti del serbatoio per arrivare a quell’effetto acciaio che avevano le targhe porta numero sulla parte posteriore, ottenendo un risultato che piacque molto sia a noi che al cliente.

Dopo alcune settimane di lavoro, furono realizzate delle sessioni fotografiche in interni ed esterni e consegnammo le foto a Ruben, attuale proprietario della moto, con grande soddisfazione di tutti.

Non produciamo 2 motociclette uguali.

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