Yunque I

Una moto cafe racer progettata e trasformata da Tamarit Motorcycles.

 

Storia di Yunque I

A inizio anno ci contattò una persona di Elda, un paese in provincia di Alicante molto vicino ai nostri impianti di Elche. Aveva una Bonneville T120 Matte Graphite e la voleva modificare, ma non sapeva bene come. Gli piaceva l’idea di una Café Racer, ma la comodità era molto importante per lui, motivo per cui non era sicuro.

Noi di Tamarit Motorcycles avevamo già molta esperienza riguardo alla base della moto Bonneville T120, avevamo già presentato pezzi per quel modello e ci sentimmo completamente a nostro agio nel trasformare la Bonneville T120 in Café Racer.

EIl cliente continuava ad avere dubbi riguardo allo stile da scegliere per la moto, quindi gli abbiamo proposto di fare 2 moto in 1. Visto che i pezzi Triumph di Tamarit sono Plug and Play pensammo di presentare 2 concetti diversi a partire dalla stessa base Bonneville T120: una Café Racer e una Brat Style.


Alcuni giorni dopo, Emilio, il cliente, ci portò la moto in officina per iniziare il progetto. Visto che era una trasformazione doppia, la chiamammo Yunque I e Yunque II.

Ogni moto è unica al mondo.

Personalizzazioni Triumph dalla mano del cliente.

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Avevamo già sviluppato abbastanza parti per Yunque II, tranne i protettori delle forcelle, pezzo che si installa in assenza del parafango anteriore. Riguardo al colore Emilio voleva qualcosa di sobrio ed elegante, quindi dopo diversi progetti scegliemmo un grigio antracite opaco con nero e grigio più chiaro, anche questo opaco.

Per quanto riguarda Yunque I, iniziava un lavoro intenso a partire da zero, dato che fino a quel momento non avevamo sviluppato nessuna parte, secondo il concetto Café Racer, che si adattasse a quel modello.

Le cose più importanti da realizzare erano il kit di rimozione, il pezzo per sostituire il parafango posteriore e l’enorme fanale posteriore. Inoltre, come ogni Café Racer, doveva essere monoposto e avere un bel codino, quindi ci mettemmo al lavoro con la nostra sella Jerez. Questo pezzo non condanna la moto ad avere un solo posto, dato che la sella è Plug and Play e quindi quella originale si toglie e si mette in due secondi con un semplice giro di chiave. Conservammo le stesse fiancate laterali e le stesse marmitte. Siamo molto orgogliosi anche dell’inserimento del puntale Tamarit e della nostra griglia per il cupolino, risultato di ore e ore di modellazione della fibra. Infine implementammo un manubrio Clubman, un po’ più scomodo di quello piatto ma fondamentale per il look Café Racer a cui aspiravamo.

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Riguardo al colore, fu un successo la scelta del progetto che prevedeva la presenza di una linea nero opaco dal cupolino fino alla parte posteriore del codino.

Per concludere, decidemmo di fare un video promozionale time-lapse che mostrasse il processo di trasformazione da un concetto di moto a un altro completamente diverso, solo con 5 pezzi.

Al momento dell’inaugurazione in società, la presentammo con il kit Café Racer, dato che il concetto urbano era rispecchiato dalla moto Muralla.

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