Dalua

Una moto cafe racer progettata e trasformata da Tamarit Motorcycles.

 

Storia di Dalua

Per tutte le attività agli inizi, i primi clienti sono persone vicine ai fondatori e agli impiegati. La storia di Dalua comincia da uno dei fondatori di Tamarit, Quique, che di mattina frequentava la pasticceria del suo amico Dani, che la gestisce con fama e prestigio a livello nazionale già da diversi anni.

Vedendo spesso la moto di Quique parcheggiata nelle vicinanze del suo locale, iniziò a pensare di acquistarne una. Forse non avevamo un secondo fine o forse sì, ma alla fine Dani ci fece la “domanda da un milione”: quanto costerebbe realizzare un progetto come quello?

Ogni moto è unica al mondo.

Personalizzazioni Triumph dalla mano del cliente.

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Noi di Tamarit gestiamo sempre i preventivi in base a quanto è disposto a spendere il cliente, ovviamente, ma da quel momento decidemmo che non avremmo stabilito differenze di prezzo in nessun progetto da noi realizzato. Ci limitiamo semplicemente a far pagare il costo dei pezzi e della manodopera necessaria concordata per ogni progetto.

Nella vita, se sei un perfezionista, finirai per voler superare te stesso, quindi ogni progetto dev’essere sempre in qualche modo superiore al precedente e così in eterno.

“Noi di Tamarit gestiamo sempre i preventivi in base a quanto è disposto a spendere il cliente”.

Dalua, come motocicletta Triumph, diede inizio a una pratica abituale nei lavori di Tamarit. Ogni moto che abbiamo avuto a disposizione per un certo periodo, l’abbiamo usata come base per creare stampi di pezzi nuovi ed esclusivi.

Voglio una moto Tamarit

Alla fine, Dani si decise a fare il grande passo e mise una Triumph Thruxton 900cc nelle mani del team di Tamarit.

Oltre alla sella Assent, Tamarit aveva già sviluppato un’altra serie di pezzi per questa categoria di moto, visto che nonostante fosse il suo secondo incarico il primo era stato proprio una Triumph Thruxton. Tra questi c’erano elementi come il parafango anteriore, i silenziatori, il kit di rimozione del parafango posteriore e una targa di fibra che si posiziona sulla fiancata con il disegno preferito del cliente, nel caso di Dani il numero 13 che risalta sulla sua motocicletta.

“Ogni progetto deve essere sempre in qualche modo superiore al precedente e quindi in perpetuo”.

Per quanto riguarda la vernice, fu una scommessa azzardata, dato che la finitura della moto ebbe un certo impatto a livello nazionale e internazionale in blog e siti specializzati in Triumph. Dalua fu verniciata di un color rame aranciato su base nera, con l’intenzione di mettere in risalto il logo inedito di Triumph ideato per l’occasione da un illustratore della zona che Tamarit ingaggiò appositamente per questo progetto.

Tuttavia, al di là delle critiche positive in rete, per noi la miglior ricompensa è sempre il sorriso che spunta sul viso del cliente quando riceve il suo progetto concluso.

“Una pratica quasi abituale è quella di contattare i membri della cerchia familiare o lavorativa del cliente e renderli complici per preparare una sorpresa”.

In quel caso, avevamo detto a Dani che la moto non sarebbe stata pronta fino a un certo momento. Una “marachella” innocente che nel tempo sarebbe diventata una pratica quasi abituale è quella di contattare i membri della cerchia familiare o lavorativa del cliente e renderli complici per preparare una sorpresa, portando di nascosto la moto appena uscita dall’officina di Tamarit sul suo posto di lavoro.

Voglio una moto Tamarit

Dalua è stato il nostro primo caso di complicità, in cui abbiamo chiesto aiuto a un parente per lasciargli la moto una domenica che la pasticceria era chiusa, in modo che il cliente, dopo la levataccia del lunedì, trovasse nel suo laboratorio la moto finita. Ci sarebbe piaciuto vedere la sua faccia, che dev’essere stata come quella di un bambino che guarda sotto l’albero di Natale.

Non produciamo 2 motociclette uguali.

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