Guilford

Una moto brat style progettata e trasformata da Tamarit Motorcycles.

 

Storia di Guilford

All’inizio dell’anno, un caro amico ci chiamò per presentarci un gruppo di persone. Non avevamo idea del perché però organizzammo una riunione al volo lo stesso pomeriggio nei nostri uffici. Che sorpresa quando ci rendemmo conto che erano i ragazzi di Pompeii, una marca che conoscevamo molto bene!

Il motivo della visita in realtà non è tanto importante adesso, ma si dà il caso che tra i quattro soci che ci vennero a trovare c’era anche Cosme, il designer della marca e tra di noi nacque un buon feeling per cui decidemmo di scambiarci i numeri di telefono.

Cosme voleva comprare una moto ma non sapeva esattamente quale. Non sapeva decidere se voleva un’elaborata o una Yamaha originale; solo dopo vari WhatsApp e diverse telefonate riuscimmo a farlo ragionare: una Triumph.

Alcuni mesi dopo, approfittando di un viaggio a Madrid in cui dovevamo fare una consegna, ci riunimmo con il nostro amico che nel frattempo era diventato uno dei progettisti di El Ganso.

Ogni moto è unica al mondo.

Personalizzazioni Triumph dalla mano del cliente.

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Cosme una moto non ce l’aveva e quindi dovevamo trovargliene una. La moto avrebbe dovuto essere una depotenziata ragion per cui bisognava scartare le nostre moto preferite: la Thruxton 1200 e la Bonneville T120. Comunque aveva le idee chiare: doveva essere una moto comoda e urbana, con un look molto classico.

“Tenía una cosa muy clara: quería una moto cómoda y urbana, con un look muy clásico”.

Dopo uno scambio di decine di idee e progetti tra l’ufficio e il cliente, Cosme prese una decisione. Se doveva essere qualcosa di sobrio e una moto urbana, la scelta non poteva che ricadere su un manubrio Clubman, con il faro originale, la nostra classica griglia e il supporto Four Line.

La parte frontale sarebbe stata integrata dai parafanghi, dal mini contachilometri, dalle fantastiche frecce sulle estremità del manubrio, dagli specchietti retrovisori e dalla solita ricollocazione del regolatore di tensione. E così la parte anteriore si poteva considerare ampiamente equipaggiata e personalizzata.

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Altre parti che vennero incluse furono l’imponente paracarter Hummer, il tappo del serbatoio Motone e i nuovi fianchetti laterali per modelli di vecchia generazione.

Nella parte posteriore della Bonneville vale la pena evidenziare l’installazione della nuova marmitta, i paracatena, la sella, il parafango posteriore, una curva di 25 mm per accorciare il sottotelaio, il fanalino posteriore con il supporto della targa, poggiapiedi installabili e catarifrangente.

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Non ci resta che parlare del colore: Cosme decise di applicare un verde inglese in combinazione con un colore metallico che simulasse l’alluminio spazzolato e l’oro.

Non produciamo 2 motociclette uguali.

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